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Arduino

Arduino


Parlare di Arduino come di un’unica board è riduttivo, in quanto con questo nome viene considerato un intero progetto completamente italiano, nato ad Ivrea nel 2005 con lo scopo di ridurre i tempi di prototipizzazione dei prodotti elettronici ad un costo estremamente basso.

Questo progetto prevede ad oggi una intera famiglia di board che si differenziano per capacità di elaborazione, tipologia di connettività disponibile, dimensioni e dotazione software/firmware. Si va infatti dalla “Arduino Uno” considerata come la entry level della famiglia alla “Arduino Yun” che attualmente rappresenta il top della gamma (con a bordo Linux) passando per tante altre board differenti.

Le varie schede Arduino hanno  "cervello", un chip che noi possiamo programmare. E’ un po’ come il vostro computer: non è che ha una sua funzione specifica, siete voi a decidere se usarlo per giocare, per scrivere email, per fare fotoritocco, programmare o quel che più vi interessa. Arduino è una specie di microcomputer, molto meno potente e sofisticato certamente, più difficile da imparare ad usare ma siete voi a decidere cosa deve fare. A differenza di un computer vero e proprio qui non avete tastiera, mouse, monitor, stampante e quant’altro, avete solo tanti buchetti detti pin, a cui potete collegare dei fili. Questi pin possono avere due funzioni base, ossia quella di ingresso o quella di uscita. Per spiegare in modo davvero elementare, nelle uscite Arduino deciderà quando e se far passare una tensione, per cui di fatto in un dato istante potrà o meno esserci una piccola tensione, che può essere a 5VC come nella maggior parte delle schede o a 3.3V in una minoranza. Gli ingressi invece leggono in ingresso se noi gli diamo o meno una tensione. La maggior parte sono pin digitali che quindi leggono valori del tipo “si c’è tensione / no non c’è tensione”. Altri invece sono pin analogici che possono leggere il valore di quella tensione, quindi possono discriminare se sono applicati 2volt piuttosto che 3,5V.